Ambiente sotto attacco: la strage degli elefanti in Gabon

Che l’ambiente sia costantemente sotto attacco da ormai tantissimo tempo non lo si scopre certo oggi, ma ormai non passa giorno senza che non giunga qualche notizia a conferma di una situazione che è ormai diventata insostenibile. Uno dei grandi problemi legati alla tutela dell’ambiente è senza dubbio quello della protezione di alcune specie animali, tra cui gli elefanti africani.

Ebbene, dall’inizio del nuovo secolo la situazione non è assolutamente migliorata, secondo quanto appurato da una ricerca condotta e portata a termine da alcuni studiosi di stanza alla Duke University, negli Stati Uniti. Gli esiti dello studio hanno trovato spazio sulla importante rivista Current Biology.

I tragici numeri del Parco Nazionale di Minkébé

Lo studio ha preso in esame gli anni tra il 2004 e il 2014 e ha concentrato la propria attenzione sul numero di elefanti africani presenti nel Parco Nazionale di Minkébé, situato in Gabon. Ebbene, i numeri sono catastrofici, perchè in un lasso di tempo decisamente breve la presenza di questi animali, in quella che dovrebbe essere una oasi di ambiente protetto, risulta essere calata dell’80%. Andando più a fondo nei numeri, tra il 2004 e il 2014 sarebbero stati uccisi circa 25 mila elefanti presenti in questa zona.

Lo studio condotto alla Duke University conferma quanto già emerso da un’altra ricerca di quattro anni fa, la quale aveva gettato un fascio di luce su una diminuzione che dal 2002 era stata di circa il 60%. Per capire come questi numeri siano decisamente preoccupanti per quanti hanno a cuore la tutela dell’ambiente, basta pensare al fatto che nelle foreste dell’Africa Centrale vi sono circa centomila elefanti e che circa la metà ha il proprio habitat proprio nel Gabon.

Uno dei ricercatori che ha partecipato allo studio della Duke University ha affermato che dei numeri negativi erano ampiamente attesi, ma non in una misura del genere. Molto scalpore desta il fatto che il Parco Nazionale di Minkébé venne aperto proprio per preservare gli elefanti e che la sua ubicazione avrebbe dovuto scoraggiare i bracconieri, cosa che evidentemente non è avvenuta.

Dietro il massacro degli elefanti vi sono i bracconieri provenienti dal Camerun

La ricerca lancia anche un’accusa molto pesante e precisa verso quelli che sono considerati i responsabili di questo vero e proprio crollo della presenza degli elefanti nell’Africa Centrale. Dietro questo nuovo sfregio all’ambiente vi sarebbero infatti bracconieri provenienti dal Camerun.

Questa idea è suffragata da due elementi: il primo di natura logistica e il secondo di natura economica. Arrivare dal Camerun al Parco Nazionale di Minkébé è infatti molto semplice, visto che quella che in origine era una oasi protetta dista pochi km dal confine con il Camerun. Inoltre, moltissime persone che negli ultimi anni sono entrate illegalmente in Gabon lo hanno fatto proprio attraverso il Parco Nazionale di Minkébé e provenivano dal Camerun, il quale è uno dei centri più importanti di quello che è il commercio illegale di avorio.

Cosa fare per tutelare gli elefanti?

I ricercatori nel proprio studio non si sono limitati a lanciare un grido d’allarme, ma hanno anche proposto soluzioni che senza dubbio, se si ha a cuore l’ambiente, dovrebbero essere prese in considerazione. I ricercatori hanno infatti invitato il Governo del Gabon ha tutelare maggiormente questa oasi naturale e a studiare un piano di collaborazione a livello internazionale per fermare la strage degli elefanti.

Fonte: Ambiente Sky TG24

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